Ecco una panoramica completa sui **bonus comunali per ridurre o eliminare le slot machine**, un tema attuale in Italia dove molti Comuni cercano di limitare il gioco d’azzardo sul territorio.
### 1. **Contesto Normativo**
– **Decreto Dignità (Legge 96/2018)**: Ha introdotto il **divieto di installare nuovi apparecchi da gioco** in esercizi pubblici situati a meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto, ospedali e in comuni sotto i 10.000 abitanti (se non già presenti).
– **Autonomia comunale**: I Comuni possono adottare **regolamenti restrittivi** (es. Piani di Zonizzazione) per delimitare le aree dove sono ammesse le slot machine e le VLT.
– **Bonus/Incentivi**: Non esiste una legge nazionale che preveda **bonus diretti** ai Comuni per la rimozione delle slot. Tuttavia, ci sono meccanismi indiretti e iniziative locali.
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### 2. **Meccanismi di Incentivo Indiretti**
– **Fondo per le Politiche della Famiglia**: Parte del gettito delle slot machine (il 40% della tassa di concessione) è destinato a questo fondo, redistribuito ai Comuni per progetti sociali, educativi e di contrasto al gioco d’azzardo.
– **Riduzione del gettito**: I Comuni che limitano le slot rinunciano a parte delle **entrate derivanti dalle concessioni** (tassa comunale sulle macchine). Per compensare, possono:
– Aumentare leggermente le aliquote sulle macchine rimanenti.
– Promuovere alternative economiche (es. turismo, commercio).
– Ottenere finanziamenti regionali o nazionali per progetti di riconversione.
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### 3. **Esempi di Iniziative Locali (Bonus de facto)**
Alcune Regioni o Comuni hanno creato **fondi o incentivi**:
– **Emilia-Romagna**: Ha istituito un **Fondo regionale per la riduzione del gioco d’azzardo**, che finanzia progetti dei Comuni volti a ridurre le slot (es. riconversione di sale giochi, campagne di prevenzione).
– **Comuni virtuosi**: Alcuni Comuni (es. **Bologna, Trento**) offrono **contributi a esercenti** che volontariamente rimuovono le slot machine prima della scadenza della concessione, utilizzando fondi propri o regionali.
– **Accordi con esercenti**: In alcuni casi, i Comuni stipulano protocolli dove gli esercenti ottengono **sconti sulla TARI** (tassa rifiuti) o altri benefici fiscali in cambio della dismissione delle macchine.
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### 4. **Come Funziona nella Pratica**
1. **Delibera comunale**: Il Comune approva un piano per ridurre le slot (es. riduzione del 50% in 3 anni).
2. **Bandi per esercenti**: Vengono pubblicati avvisi per concedere **contributi a fondo perduto** a chi:
– Rimuove volontariamente le slot.
– Trasforma il locale in attività alternative (es. caffetteria, biblioteca, spazio sociale).
3. **Finanziamento**: I fondi possono derivare da:
– Risparmi dalle politiche di contrasto al gioco.
– Fondi regionali specifici.
– Entrate fiscali alternative.
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### 5. **Criticità e Sfide**
– **Perdita di entrate**: Le slot generano introiti per Comuni e Stato. Senza incentivi sostanziali, i Comuni faticano a rinunciarvi.
– **Resistenza degli esercenti**: Bar e tabaccherie dipendono spesso dai ricavi delle slot. Servono **piani di riconversione** sostenibili.
– **Disomogeneità territoriale**: Mancanza di una normativa nazionale uniforme, creando disparità tra Regioni.

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### 6. **Cosa Possono Fare i Cittadini**
– **Promuovere petizioni** e mozioni nel Consiglio Comunale per chiedere incentivi alla rimozione.
– **Sostenere i Comuni virtuosi** attraverso progetti di partecipazione civica.
– **Sensibilizzare** sugli impatti sociali del gioco d’azzardo.
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### 7. **Fonti di Approfondimento**
– **Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)**: Linee guida per i regolamenti comunali.
– **Osservatorio Nazionale sul Gioco d’Azzardo** (Ministero della Salute).
– **Siti di Comuni virtuosi** (es. Comune di Bologna, Reggio Emilia) per bandi e progetti attivi.
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### Conclusione
Non esiste un **bonus nazionale standard**, ma i Comuni possono attivarsi attraverso **regolamenti, fondi regionali e accordi locali**. La tendenza è verso una **progressiva riduzione** delle slot, sostenuta da politiche sociali e incentivi mirati. Per informazioni specifiche, contattare l’**Ufficio Entrate o il Settore Attività Produttive del proprio Comune**.


